mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Lo stigma indelebile del cattivo

La Storia ci insegna che il lupo non ha mai avuto vita facile. Considerato in vari periodi storici un pericolo costante per uomini e animali, se non addirittura visto come l’incarnazione del male assoluto, è sempre stato osteggiato in ogni modo possibile e la sua presenza sgradita a ogni latitudine. Sebbene non ci siano mai stati episodi in larga scala che ne giustificassero la persecuzione – è un animale timido e raramente attacca l’uomo – la sua fama di cattivo l’ha sempre accompagnato (ne sa qualcosa la nonna di Cappuccetto Rosso…).

Ancora nei boschi
Non è perciò un caso che, nel corso dei secoli, sia passato dall’essere uno dei mammiferi più diffusi al mondo al concreto rischio di estinzione. Il lupo grigio europeo, in particolare, negli ultimi anni sembrava avere i giorni contati, tanto da convincere molti Paesi del vecchio continente a predisporre piani di ripopolamento. Hanno funzionato, e i lupi sono ricomparsi nei boschi di mezza Europa. Ma a quanto pare c’è chi non gradisce la presenza di questo canide millenario.

Lupi a rischio in Scandinavia
E’ infatti notizia di queste ore che in alcuni Paesi scandinavi, in particolare la Norvegia, l’abbattimento indiscriminato di lupi sia tornato in auge, sebbene non ci siano motivazioni convincenti che giustifichino questa scelta, peraltro molto gradita alla potente lobby dei cacciatori. Nel dettaglio, sei lupi su dieci potrebbero essere uccisi nei prossimi giorni, e il problema dell’estinzione dei lupi riproporsi in modo drammatico. La notizia di quello che sta accadendo in Scandinavia ha innescato una pronta reazione da parte di molte associazioni animaliste, comprese quelle italiane, e un appello all’Unione Europea affinché fermi la strage annunciata. Attendiamo fiduciosi buone notizie e incrociamo le dita per la sopravvivenza del lupo nordico.

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