mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Lasciamoli vivi nel mare…

Essere vegani oggi, dal punto di vista alimentare, è piuttosto semplice. Per ogni cibo di derivazione animale del quale eravamo ghiotti esiste una valida alternativa. Formaggi, uova, affettati, carne… C’è davvero di tutto, e le varie proposte sul mercato soddisfano anche i palati più esigenti.
In ordine di tempo, perlomeno in Italia, le alternative al pesce sono le novità più recenti, e in alcuni casi sapori e odori ricordano in modo inquietante l’essere marino al quale, grazie alla nostra scelta, abbiamo salvato la vita. Ma a parte il gusto, c’è dell’altro?

C’è di tutto e di più
Non ci sono dubbi sul fatto che pesci e affini forniscano una buona dose di nutrienti, in particolare vitamine e minerali. In realtà oggi, con tutti i veleni che popolano mari e oceani, non è neanche più così vero, perciò la motivazione “il pesce fa bene, quindi lo mangio” non regge. Ma anche ammettendo che regga, le alternative vegetali al pesce sono in grado di fornire un apporto nutrizionale sovrapponibile all’originale? Un articolo pubblicato nel marzo 202 sulla rivista European food research and technology ha scandagliato il mercato e fornito indicazioni interessanti. Sono state analizzate 149 alternative vegetali al pesce e ai frutti di mare: nel dettaglio, i prodotti considerati nella ricerca si proponevano come alternative a tonno, gamberi, calamari, bastoncini di pesce, salmone, caviale e filetti “generici”. 

Migliorabili, ma può andar già bene
Per chi volesse approfondire l’argomento consigliamo la lettura dell’articolo che è consultabile in inglese nella versione integrale e gratuita (vedi link al piede di questo testo). Per chi si accontenta di un breve riassunto possiamo dire che i risultati della ricerca, la prima nel suo genere, evidenziano che la scelta dell’alternativa vegana al pesce è consigliabile per ovvi motivi etici ma anche, tutto sommato, salutistici. Sebbene gli abitanti di mari e laghi siano caratterizzati da un profilo nutrizionale migliore, le alternative vegetali si stanno avvicinando. C’è da migliorare il carico proteico, ridurre le calorie e il sale, ma siamo a buon punto. E se sacrificare qualcosa in termini nutrizionali serve a salvare le esistenze degli esseri viventi marini, lo facciamo più che volentieri.

Leggi l’articolo in versione integrale (in inglese)
www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8931775

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