mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Il futuro delle proteine vegetali profuma di fungo

Le alternative vegetali alla carne sono ormai da anni una realtà consolidata, che convince i vegani e attira le più lungimiranti tra le grandi aziende. Ma anche le piccole si danno da fare…

Il boom delle vendite di prodotti a base vegetale non accenna a ridimensionarsi, anzi. Con buona pace dei carnivori, la scelta vegana è la sola che potrà salvaguardare un ecosistema drammaticamente non più sostenibile. Perciò la ricerca di ingredienti vegetali, buoni e proteici, è in continua crescita e porta nelle cucine di tutto il mondo cibi di elevata qualità, che stanno facendo breccia anche tra chi non avrebbe mai pensato di rinunciare a bistecche sanguinolente e affini.

Tutto iniziò con il Quorn

Se oggi vanno per la maggiore alimenti con proteine vegetali a base di pisello e soia, sui quali si sono buttate a capofitto investitori e azionisti, il recente passato ha visto come protagonista un regalo millenario della Natura: il fungo. Risalgono infatti alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso le prime ricerche in ambito micoproteico, che hanno portato al lancio, nel 1988, del primo alimento registrato a base di funghi: il Quorn dell’azienda Marlow Foods.

Ma fare gli apripista significa inevitabilmente tracciare un percorso, destinato ad arricchirsi di nuovi protagonisti. E perciò il monopolio di Marlow Foods era destinato a traballare: dopo un ventennio di dominio assoluto, l’azienda inglese è stata affiancata da agguerriti competitors.

La novità è Nature’s Fynd

Bisogna però trovare i funghi giusti. Ed ecco che entra in scena Nature’s Fynd, azienda con sede a Chicago sulla quale hanno puntato gli occhi – e investito una marea di soldi – personaggi del calibro di Bill Gates e Jeff Bezos.

Qual è la novità rappresentata da questa piccola startup statunitense? La scelta dei funghi e la modalità di coltivazione. Nature’s Fynd sta infatti utilizzando un ceppo di funghi scoperto in una sorgente calda acida nel Parco Nazionale di Yellowstone: sembra caratterizzato da un carico proteico di grande spessore. Inoltre l’azienda coltiva i suoi funghi in ambienti particolari che si sono rivelati ottimali per la fermentazione delle micoproteine.

Quando nei nostri piatti?

Al momento è difficile fare previsioni su quando potremo assaggiare i prodotti di Nature’s Fynd. Presumibilmente ci vorrà tempo, ma consoliamoci con le tante alternative vegane che abbiamo a disposizione. Di sicuro, noi di CuoreVegano terremo le antenne dritte per captare anche il segnale più flebile dello sbarco in Italia dei funghi gustosi. Nell’attesa, se avete due soldi da investire sembra proprio che la startup Nature’s Fynd abbia tutte le credenziali in regola…

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